Il Nodo Compagnia teatrale
 

Gli acarnesi

di Aristofane

Commedia

 
   
 
Gli acarnesi
  • Coro
    Coro
  • Mario Roberti
    Mario Roberti
  • Mario Roberti
    Mario Roberti
  • Mario Roberti
    Mario Roberti
  • Luisa Cornacchione
    Luisa Cornacchione
     
 
Commedie Teatro classico Spettacoli scuola dell'attore
E' la più antica delle commedie di Aristofane pervenutaci integralmente, fu infatti rappresentata alla Lenee del 425 a.c. ottenendo il primo premio. Come in altre commedie dello stesso autore vi viene affrontato il tema della pace, allora, come oggi, più che mai attuale essendo in pieno svolgimento la guerra del Peloponneso che contrapponeva Atene ed i suoi alleati a Sparta. Diceopoli, un contadino costretto all'inurbamento forzato a causa della guerra, decide di stipulare una pace privata con Sparta. Al progetto pacifista del protagonista si contrappongono con veemenza gli Acarnesi, i carbonai del 'demo' di Acarne, da cui la commedia trae il titolo. I vecchi Acarnesi, che rappresentano le classi più legate alla tradizione e al nazionalismo ateniese, si sollevano dalle viscere della terra per rappresentare l'antico orgoglio di grande potenza della città, contrario alle proposte innovative e pacifiste di Diceopoli.

La grande forza evocativa dei cori loro affidati, li porta ad essere l'espressione della natura primigenia, di un concetto di giustizia antico e non mediato dalle nuove istanze di complessità e universalismo con cui si confronta il mondo ateniese. Altro personaggio importante è il generale Lamaco, la ridicolizzazione della classe militare, probabilmente lo stesso stratego Cleone allora a capo delle operazioni di guerra. Una miriade di altri personaggi da alla commedia una verve tutta carnevalesca. Il tema della pace viene infatti trattato da parte di Aristofane in modo utopico e carnevalesco al contempo. Utopico perché il protagonista, proponendo di fare la pace in forma personale con gli spartani, persegue un progetto chiaramente irrealizzabile e inverosimile; carnevalesco visto il gran numero di personaggi di ogni risma che popolano la commedia col chiaro intento di beffeggiare certe classi di cittadini se non personaggi politici ben definiti. L'utopia pacifista di Diceopoli è tuttavia mossa interamente dal profitto personale. Egli sembra agognare alla pace non in quanto entità astratta ma in quanto condizione che permette di ritornare alla campagna e di godere dei frutti della terra. Lo stesso livore dimostrato dal protagonista verso quel sottobosco di personaggi equivoci che costellano la commedia (dagli ambasciatori, ai sicofanti e agli arraffoni di ogni sorta), deriva più da un'invidia per i privilegi che questi ultimi riescono ad ottenere che da un rimprovero morale. Anche verso il finale della commedia, quando Diceopoli è riuscito a crearsi un proprio libero mercato, il possesso della pace risulta completamente egoistico e volto soltanto al piacere personale e non al bene comune.

Aristofane sceglie questa via ben consapevole del pubblico che avrebbe assistito alla rappresentazione, c'erano sì i cittadini ateniesi, ma sicuramente anche tutti i contadini forzatamente inurbati a causa della guerra che facilmente si sarebbero riconosciuti e identificati con il protagonista. Il vero intento pacifista dell'autore viene espresso nel monologo centrale in cui il poeta parla in prima persona per mezzo di Diceopoli con il chiaro intento di magnificare la pace e di difendersi dagli attacchi ricevuti dallo stratego Cleone per la sua precedente commedia 'I Babilonesi' (andata perduta). Cleone trasse infatti Aristofane davanti alla giustizia ateniese con l'accusa di svilire la città di fronte agli stranieri, tentando in buona sostanza di limitare la capacità di critica e la libertà di parola del poeta in nome della guerra in corso. Aristofane non fu condannato e si prese la sua rivincita con 'Gli Acarnesi', dove torna a difendersi pubblicamente davanti alla città dalle accuse che gli erano state mosse.

Sempre nel lungo monologo affidato al protagonista, rivela il suo profondo spirito pacifista ponendo l'accento sull'assurdità della guerra e l'inconsistenza delle motivazioni che l'hanno causata: '… ma una volta dei ragazzi, ubriachi di vino e di gioco, rapirono a Megara una puttana di nome Simeta. I Megaresi, fuori di sé dalla rabbia, rapirono allora due puttane del giro di Aspasia. Da qui scoppiò la guerra che sconvolse tutti i Greci, per tre puttane.' Siamo di fronte ad uno dei più alti esempi di perorazione pacifista del mondo antico. Non si tratta più della tregua privata ed egoistica di Diceopoli, ma di una reale consapevolezza degli orrori della guerra e della necessità della pace. Da qui in avanti anche il coro degli Acarnesi inizia a cambiare lentamente idea e l'intento pacifista è rafforzato dall'introduzione ridicolizzata del generale Lamaco, apertamente accusato di trarre vantaggi personali dal protrarsi delle ostilità. Non a caso dopo la prima apparizione di Lamaco il poeta inserisce la parabasi affidata al coro, in cui vuole dimostrare la fondatezza delle sue argomentazioni, ma soprattutto l'importanza dei poeti e del diritto di esprimere le proprie idee liberamente, in polemico contrasto col tentativo di censura portato avanti da Cleone con la denuncia dell'anno prima. Seguono altri due cori in cui gli Acarnesi si lamentano nuovamente delle ingiustizie subite e della scarsa ricompensa rispetto ai sacrifici prestati per la patria e la lunga scena del mercato personale di Diceopoli: la realizzazione del progetto utopico del protagonista. Dopo questa scena, in cui si palesano tutte le virtù e tutti i benefici della pace, Aristofane decide nuovamente di 'uscire' dalla commedia con il penultimo coro, in cui 'Gli Acarnesi', perso il livore iniziale che li caratterizzava, ricordano con nostalgia i tempi in cui fioriva la pace e prosperavano tutte le bellezze di un mondo agricolo e primigenio. Dopo questo coro, venato di toccante nostalgia, la commedia vola rapidamente alla farsesca conclusione del banchetto, di cui Diceopoli può godere appieno i frutti della 'sua' pace. Per contro Lamaco, il generale, è costretto a partire per la guerra, per tornarne tuttavia poco dopo ignobilmente azzoppato nel tentativo di saltare un fosso. Gli Acarnesi sono dunque un affresco composito in cui convivono la commedia più schietta, l'orazione politica, ma anche un inno convinto alla libertà e alla pace.

Raffaello Malesci
...continua



Spettacolo di repertorio non più disponibile per la messa in scena.

Regia   Raffaello Malesci
     
Sculture e installazioni   Raffaello Malesci
Scenografia   Laura Cuomo
Luci   Maurizio Balzarini
Coreografie   Sonia Baccinelli
Musiche originali   Gianni Pirollo
Assistente alla regia   Alberto Cella
Consolle tecnica   Andrea Pozzi
Selezione musicale   Raffaello Malesci
Assistente di produzione   Davide Cornacchione, Andrea Pozzi
Fotografie di scena   Daniele Beschi
Relazioni esterne   Raffaella Bazzoli
Trucco e acconciature   Laura Furlani
Sartoria   Mariuccia Schivardi
Grafica   Maurizio Balzarini, Andrea Pozzi
     
Personaggi   Interpreti
Diceopoli   Mario Roberti
Un Araldo   Antonio Preti
Anfiteo   Enrico Pacentra
Pseudartabano   Elisa Rocca
Teoro   Giuseppe Masneri
Corifea   Michela Tobanelli
Euripide   Eugenio Sacchella
Lamaco   Flavio Rossini
Un megarese   Enrico Pacentra
Un sicofante   Eugenio Sacchella
Una tebana   Laura Farina
Nicarco   (Mauro Zilioli), Davide Cornacchione
Dercete, un contadino   Davide Cornacchione
Una paraninfa/Una pronuba   Monica Bioni, Federica Paletti
Coro dei vecchi Acarnesi   Natascia Baccinelli, Antonella Bodini, Monica Bioni, Luisa Cornacchione, Laura Farina, Marilisa Manessi, Simona Marini, Michela Oldofredi, Federica Paletti, Michela Tobanelli
     
     
Ringraziamenti   Istituto Statale d'Arte di Guidizzolo per la Realizzazione delle maschere di cartapesta
Sig. Francesco Badalotti, Presidente del Teatro Sociale
Sig.ra Elvira Bicelli
Foto Gek Montichiari
UNIPOINT Internet Service Provider
Teatro Telaio di Brescia
CONDIR Az. Agricole di Montichiari
Nova Lito Tipografia Carpenedolo
Proff.ssa Sira Castagna, docente presso l'Istituto d'Arte di Guidizzolo
Proff.ssa Maria Rosaria Milo, docente presso l'Istituto d'Arte di Guidizzolo
Vibatex s.n.c. di Montichiari
Dietlinde Klemm
       
       
Condividi su facebook! Condividi  
       




 
Produzione teatrale di repertorio
 
 
 
Commedie
   
  Il ventaglio di Lady Windermere
  Sarto per Signora
  In dolce attesa
  Il gioco dell'amore e del caso
  Tredici a Tavola
  La Madre Amorosa
  Donna Rosita nubile
  Il misantropo
  Le vedove allegre
  Il giro del mondo in 80 giorni
  L'abito non fa il monaco
  La casa nuova
  A scatola chiusa
  Una donna senza importanza
  Pene d'amor perdute
  Donne
  Occupati di Amelia!
  La donna volubile
  L'affarista Mercadet
  La commedia del mendicante
  8 donne
  Novecento
  Le nozze di Figaro
  L'hotel del libero scambio
  I giochi della follia ovvero la pergola
  Moglie... o attrice? ovvero il marito della debuttante
  Il giardino dei ciliegi
  Il borghese gentiluomo
  L'impresario delle smirne
  La guerra degli asparagi
  La paziente - Pomeriggio al mare
  Un cappello di paglia di Firenze
  Il volpone
  La strana coppia
  Il cavaliere della rosa
  Sogno di una notte di mezza estate (2006)
  Le cognate
  Cosi e' (se vi pare)
  La commedia degli equivoci
  Knock o il trionfo della medicina
  Un marito ideale
  Le nozze di Figaro (stagione 2005/2006)
  La palla al piede
  La cena dei cretini
  I due pantaloni ovvero i mercatanti
  Gl'innamorati
  Il tacchino
  Sherlock Holmes e il mistero dei Baskerville
  La brocca rotta
  Il trionfo dell'amore
  Molto rumore per nulla
  Che inenarrabile casino !
  Il bugiardo
  Il carnevale degli insetti e la misteriosa scomparsa di W
  Delitti di famiglia
  L'importanza di chiamarsi Ernesto
  La visita della vecchia signora
  La bisbetica domata
  Tutto è bene quel che finisce bene
  La cucina
  Storie di cronopios e famas
  Girotondo
  Il ventaglio
  Le allegre comari di windsor
  Fossi in voi ci penserei
  Il mondo alla rovescia
  Romolo il grande
  Gli acarnesi
  Sogno di una notte di mezza estate (1998)
  Le cognate (1998)
  Anatol
  Le donne a parlamento
  Jacques e il suo padrone
  Non sparate sulla mamma
  Vinzenz e l'amica degli uomini importanti
  Trappola per topi
Teatro di intrattenimento
   
Teatro per ragazzi
   
Rievocazioni storiche
   
Drammi
   
Letture
   
Cabaret
   
Teatro classico
   
Teatro contemporaneo
   
Teatro sperimentale
   
Spettacoli scuola dell'attore
   


  Teatro per ragazzi
  Dal 2004 Il Nodo Bimbi si dedica
alla produzione di commedie
per ragazzi e didattica teatrale
per l'infanzia...
   
  Approfondisci

  Scuola dell'attore
  Un progetto articolato
di scuola di teatro attivo
in provincia di Brescia
dal 1990
   
  Approfondisci
  Newsletter
  Tutte le news
ed informazioni sugli
spettacoli e non solo...
   
  Iscriviti ora!
   
 
Home / Calendario spettacoli / Rassegne teatrali / Produzione teatrale
Compagnia Teatrale / Scuola dell’attore / Contatti / Credits
     
Il Nodo Teatro Associazione Culturale s.s.l. Privacy - Contattaci   Contattaci!
 
sponsor by
Itsol