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Huis clos

di Jean Paul Sartre


 
   
 
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Huis clos
     
 
Drammi Teatro contemporaneo
BENVENUTI ALL'INFERNO!
La prima volta che ho incontrato Sartre e Il Castoro (Simone de Beauvoir) ero convinta, anzi certa, di essere in cerca e di aver bisogno di qualcun altro.Loro hanno aspettato pazienti, seduti tra i discorsi di Daniele, ben sapendo che in breve la sua passione avrebbe tracciato il sentiero fino a loro
e io avrei cambiato idea.Li conoscevo.Lui per l'amicizia contrastata con Camus, lei perché domina col suo 'Secondo sesso', una delle librerie di casa.Non mi ero mai fermata ad ascoltarli.Era solo questione di tempo.Penso che le parole e i libri dei grandi autori, i soli capaci di dar forma coerente anche ai pensieri delle persone comuni, siano da sempre lì, avanti a noi di qualche passo, in attesa di essere riconosciuti
Cosa cercavo?Un nome per il mio disagio.

C'è chi ha definito il Novecento il secolo dello spettatore onnisciente: l'enorme quantità di informazioni in circolazione, apparentemente messa a disposizione di chiunque, mi inquieta.Tutti hanno 'democraticamente' acquisito il diritto di sentenziare su ogni cosa.Ognuno si crede depositario di una conoscenza assoluta che non accetta il confronto, che non tollera il dialogo.L'interlocutore non viene più rispettato.E' costantemente aggredito, sopraffatto, manipolato per divenire pubblico acritico, ossequioso e infine plaudente ai monologhi dei Grandi Attori della comunicazione politica, culturale e sociale.La memoria storica viene, semplicemente, ignorata; perciò non pretendete da costoro la coerenza con le loro parole di ieri.'Ieri' non esiste più.

Vittime, persino inconsapevoli, dei giudizi altrui, etichettati dalla società, a volte persino dagli stessi amici, fatichiamo a mantenere un'identità nostra. Più facilmente cediamo alla lusinga di lasciarci vivere come ci desiderano gli altri. Permettiamo che siano loro a farci da specchio, rimettiamo nelle loro mani la nostra capacità di esprimere giudizi, di formulare desideri.Viviamo la vita che qualcun altro ha deciso per noi.Dunque è questo essere umano, il figlio della pace più lunga che l'Europa ricordi?Allo scoppio della guerra Sartre sentì di essere stato tradito, di esser stato defraudato della propria esistenza, della propria libertà di essere se stesso.Nacque in quell'epoca la sua personale e profonda riflessione sull'essere uomo:
'Ma che cosa siamo dunque, se non abbiamo l'obbligo costante di farci essere quello che siamo?'

Oggi, forse, 'essere' è ancora più difficile, chi ci minaccia è più insidioso e meno identificabile. Capita spesso di vederlo riflesso nello specchio.So da sempre di vivere all'inferno.Non sapevo come dirlo.Le parole me le ha offerte Sartre.

Elisa Rocca

IL TESTO
Tre soli personaggi. Una sorta di manifesto dell'idea sartriana sull'impossibilità del rapporto interpersonale.Sono tutti e tre responsabili della morte di quelli che durante la vita sono stati vicini a loro.In vita i tre personaggi hanno nascosto la propria libertà di scelta mentendo, fuggendo, giustificando... tutto!Dopo la morte ognuno dovrà confessare la propria esistenza, giustificare le proprie scelte, sottoporsi senza possibilità di fuga al giudizio altrui.L'inferno sono gli altri.Questa prigione non ha bisogno di sbarre reali. Una più solida gabbia è dovuta all'impotenza dei tre personaggi di comunicare tra loro, di relazionarsi, ma nel contempo dalla necessità di dover stare insieme.Tre è anche il numero essenziale del teatro, io ti vedo, tu mi vedi, ma il terzo ci vede entrambi, rendendo 'oggetto' con il suo sguardo il nostro rapporto. Ciascuno ha bisogno di un terzo, ciascuno ha nella commedia di relazione la funzione di terzo.

Daniele Beschi
...continua



Spettacolo di repertorio non più disponibile per la messa in scena.

Regia   Elisa Rocca
     
Scenografia   Laura Cuomo
Costumi   Roberta Biondi
Musiche originali   Antonio Giuzzi
Luci   Eugenio Sacchella
Consolle tecnica   Alessandro Schivardi
Fotografie di scena   Daniele Beschi
Grafica   Daniele Beschi
     
Personaggi   Interpreti
Garcin   Davide Cornacchione
Ines   Monica Bioni
Estella   Paola Franchini
Cameriere   Laura Furlani
     
     
Ringraziamenti   CONDIR Az. Agricole di Montichiari
       
       
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