Il Nodo Compagnia teatrale
 

Sogno di una notte di mezza estate (1998)

di William Shakespeare

Commedia in 5 atti

 
   
 
Sogno di una notte di mezza estate (1998)
     
 
Commedie
Il 'Sogno di una notte di mezza estate', viene considerata, tra le commedie, quella in cui è più marcato il tema dell'esaltazione dell'amore; il che appare anche giustificabile se si pensa all'occasione per la quale era stata scritta: una rappresentazione privata in occasione delle nozze della figlia di un influente personaggio della Londra dell'epoca (presumibilmente il Lord Ciambellano).

Non a caso il testo inizia con l'annuncio di un matrimonio e si conclude con triplici nozze suggellate dagli auspici anche di elfi e fate. Per l'occasione Shakespeare, oltre a trarre ispirazione dalla mitologia greca (in maniera peraltro abbastanza libera, visto che Teseo, l'eroe che sconfisse il Minotauro, viene fatto sposare con la regina delle amazzoni Ippolita), attinge agli antichi riti magici di tradizione celtica, chiamando in causa i personaggi che li popolano. In particolare fa riferimento a due feste pagane: il 'midsummer day' ed i 'rite of may', citati dallo stesso Teseo.

Si tratta di festività legate all'avvento della nuova stagione la cui funzione a quel tempo era quella di propiziare ricchezza e prosperità per il periodo estivo. Shakespeare ricorre a queste immagini per amplificare ulteriormente il tono di esaltazione dell'amore coniugale ed i buoni auspici nei confronti del suo committente. Tutto risulta coerente se ci si basa su di una lettura che si limiti alla funzione 'istituzionale' del testo, ma, ad una lettura più attenta del testo, ci si accorge che la situazione non è così idilliaca come appare. L'unione delle coppie avviene, infatti, dopo eventi traumatici, e l'equilibrio raggiunto sembra più il frutto di una conquista ottenuta a fatica che di un vero e proprio impulso amoroso. Le nozze tra Teseo ed Ippolita avranno luogo in modo sfarzoso, ma la conquista dell'amazzone, come ammette lo stesso duca di Atene al suo comparire in scena, è avvenuta mediante l'uso della violenza, ed anche la prosecuzione della loro relazione dà più l'idea di un rapporto formale, privo di momenti di abbandono, in cui essi parlano ma non comunicano (esemplare a questo proposito è lo scambio di battute all'inizio del quinto atto in cui, nel tentativo di spiegare gli eventi magici accaduti in precedenza, benché le ipotesi dell'uno siano totalmente antitetiche rispetto a quelle dell'altro, ciò non diviene motivo di confronto, ma tutto viene lasciato cadere come se la cosa in fondo non contasse). L'atteggiamento dei due potrebbe essere in parte giustificato dal fatto che si tratta di una coppia di alto rango e, tutto sommato, l'immagine che l'autore ne ha tratto non doveva poi discostarsi di molto dal prototipo di matrimonio tra nobili dell'epoca, tuttavia, mutando l'oggetto di studio ed andando ad analizzare la serie di eventi che portano all'unione delle due coppie di innamorati si può notare come la situazione sostanzialmente non cambi. Infatti, ricapitolando gli eventi che riguardano i giovani amanti: dapprima Demetrio ama Elena e ne è ricambiato, ma, nel momento in cui si forma la coppia Lisandro-Ermia, il primo abbandona la sua innamorata per corteggiare anch'egli Ermia. Tutto ciò lo si apprende all'inizio della commedia come antefatto.

Quindi, per effetto di due incantesimi, dapprima Lisandro e successivamente Demetrio passano con estrema disinvoltura da Ermia ad Elena, per poi, ad opera di un'ulteriore magia, riformare le due coppie finalmente equilibrate: Lisandro-Ermia e Demetrio-Elena. A questo punto, come si può ipotizzare l'esistenza di intensi rapporti amorosi ed allo stesso tempo giustificare un tale viavai di sentimenti? Non si può certo pensare che Shakespeare credesse agli elfi ed alle fate ed acquisire come verità quella che è in realtà una ricercata metafora. Oltretutto il primo 'cambiamento di fronte', in cui Demetrio abbandona Elena, costringendo Egeo a scomodare la corte di Atene per chiedere giustizia, non è stato causato da alcun intervento soprannaturale, ma si è trattato di una libera scelta del giovane.

I rapporti tra i quattro subiscono quindi continui stravolgimenti, il che porta a concludere che anche per loro il coronamento del rispettivo amore (ma è poi tale?) giunge solo dopo una serie di violenze che vanno ben al di là del reciproco mettersi alla prova. Infatti, se la condizione che viene a crearsi tra i due maschi può sembrare quella di una sfida virile tesa a dimostrare chi dei due è il migliore e non emerge un vero e proprio astio, poiché tutto sembra più una competizione tra spacconi, l'atteggiamento nei confronti delle ragazze è ben diverso: Elena, nel momento in cui diviene il loro unico oggetto d'amore, viene corteggiata con fastidiosa insistenza, facendo ricorso ad un'enfasi stucchevole che a volte suona artefatta (in fondo ha forse torto quando accusa Demetrio e Lisandro di prendersi gioco di lei?), mentre Ermia, respinta ed odiata da tutti, diventa bersaglio degli insulti più feroci, in particolare da parte di Lisandro che dovrebbe poi essere il suo vero innamorato.

Shakespeare sembra quindi voler dire che l'amore assoluto, eternamente immutabile tanto retoricamente invocato in questa commedia, in realtà non esiste; ed il fatto che anche coloro che sono considerati i sacerdoti di questo sentimento, cioè Oberon e Titania, facciano il loro ingresso sulla scena nel bel mezzo di un litigio e riescano a riconciliarsi solo dopo una serie di scherzi crudeli non fa che avallare questa ipotesi. L'autore, che solo due anni prima aveva raccontato della più pura delle passioni adolescenziali in 'Romeo e Giulietta' (scritta nel 1593-'94, mentre il 'Sogno' risale al 1595-'96) mette ora in scena la parodia di quel sentimento, affidando ad un 'branco di rozzi artigiani' la rappresentazione di una vicenda analoga: la storia di Piramo e Tisbe.

Nei riti di mezza estate estrema importanza rivestivano le metamorfosi provocate dalla luna: uomini e cose erano soggetti a trasformazioni (lo stesso Bottom ne fa le spese) ed anche l'animo umano sembra non potersi esimere da questa regola. Quello che prima era amore ora è odio, indifferenza e, forse, poi tornerà ad essere amore, per il riaccendersi di una passione, per il riavvicinarsi di due persone, oppure solo per difendere un'immagine, o per stanchezza, o per abitudine.

Davide Cornacchione
...continua



Spettacolo di repertorio non più disponibile per la messa in scena.

Regia   Davide Cornacchione
     
Scenografia   Davide Cornacchione, Laura Cuomo
Costumi   Sara Gicoradi
Luci   Maurizio Balzarini
Musiche originali   Nicola Peri
Coreografie   Sonia Baccinelli
Insegnante di canto   Donatella Gallerini
Consolle tecnica   Andrea Pozzi
Assistente di palcoscenico   Valeria Gasperi
Decorazioni scenografiche   Dietlinde Klemm
Fotografie di scena   Daniele Beschi
Trucco e acconciature   Laura Furlani
Grafica   Maurizio Balzarini, Andrea Pozzi
     
Personaggi   Interpreti
Teseo   Francesco Buffoli
Ippolita   Silvia Quarantini
Filostrato/Egeo   (Vittorio Cominardi), Emiliano Baresi
Ermia   (Mara Zigliani), Paola Franchini
Lisandro   Alberto Cella
Demetrio   (Giuseppe Masneri), Mario Roberti
Elena   (Elena Danesi), Luisa Cornacchione
Oberon   Raffaello Malesci
Titania   Laura Furlani
Puck   Elisa Rocca
Una fata   Anna Danesi, Elena Danesi
Quince (Prologo e chiaro di luna)   Daniele Bottini
Bottom (Piramo)   (Nicola Abate), Davide Cornacchione
Flute (Tisbe)   Emiliano Baresi
Starveling (Muro)   (Cristina Scalmana), Francesca Carini
Snug (Leone)   (Cesare Ferrari), Eugenio Sacchella
Coro delle fate   Daniela Bacchini, Jones Boseggia, Elena Danesi, Anna Danesi, Sara Demoro, Daniela Galuppini, Beate Keiser, Maria Elena Loda, Maria Paola Pierin, Catia Uggeri, Federica Zarantonello
     
     
Ringraziamenti   Per la realizzazione delle maschere: Istituto Statale d'Arte di Guidizzolo
Per la realizzazione dei costumi: Andreina Baronchelli, Santina Baronchelli, Cherie Glower, Mariuccia Schivardi, Bruna Bicelli, Lucia Cavagna, Luisa Danesi, Milena Fraccaroli, Anna Furlani, Elisa Maestri, Elide Mazzini, Maria Vanaria, Antonietta Zarantonello, Maria Zenegaglia, Luisa Bianco

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